Intervista a Elio Menzione, Ambasciatore italiano a Berlino

Il ruolo di mediazione culturale per un’Ambasciata d’Italia a Berlino è ancora forse più forte e più importante di quello che possa essere nella media degli altri Paesi. Trovo molto triste che un Paese con la tradizione musicale come quella italiana non abbia nei curricula medi delle scuole italiane inserito l’educazione musicale. In altri Paesi succede. Perché da noi no? in Austria, Germania, i curricula scolastici includono sempre ore di musica a tutti i livelli.

Ciò detto, in questo momento di difficoltà finanziarie e di restrizione, dubito che ci sarà una rivoluzione copernicana che inserirà l’educazione musicale nei curricula scolastici; quindi trovo che iniziative come la vostra siano particolarmente benemerite, approfittando dei social network per cercare di avvicinare i ragazzi. Io mi trovo continuamente circondato di solisti e musicisti italiani spesso giovani di straordinario livello. Per fortuna una siamo un popolo di individualisti siamo un popolo di individualisti, che anche in assenza di strutture riesce ad esprimere e riesce ad andare al di là delle aspettative

Per avvicinare i ragazzi alla musica colta bisogna fargliela conoscere, bisogna presentargliela in maniera appetibile, in maniera che li attiri. Io non sono giovane però mi piace circondarmi di giovani: questo in Germania succede ai concerti; in Italia decisamente no. L’Italia produrrà sempre  grandi musicisti, ottimi musicisti: per fortuna è solo un pubblico lo troverete sempre all’estero. Peccato che si ripeta un fenomeno che ricorda l’Italia nel Seicento quando per avere fortuna le migliori teste e i migliori talenti dovevano lasciare il nostro Paese e mettersi al servizio di altri.

Category: Testimonial

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