Il Manifesto

 

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“La musica contro il lavoro minorile”

http://www.ilo.org/musicacontroillavorominorile

L’eredità di Claudio Abbado riparte da Milano

Aldo Ceccato, Paolo Fresu, Michelangelo Pistoletto, Enzo Iacchetti, Alessandro Marangoni, Paolo Marzocchi, Francesco Tricarico fra i testimonial

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20 febbraio 2017

evento di lancio della campagna di sensibilizzazione

Teatro dal Verme – Via S. Giovanni sul Muro 2, 20121 Milano

Ingresso gratuito – Prenotazione obbligatoria: eventi@fortefortissimo.tv

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Il 20 febbraio 2017 sarà una giornata importante, l’inizio di un progetto ambizioso che parte da Milano. Presso il Teatro Dal Verme alle ore 20.00 (apertura al pubblico ore 19.30), in occasione della Giornata Mondiale per la Giustizia Sociale, sarà lanciata la campagna di promozione del Manifesto “La musica contro il lavoro minorile”, che Claudio Abbado avviò e sostenne negli ultimi anni della sua vita. La campagna è ideata dall’Associazione “Forte? Fortissimo!” che collabora alle iniziative dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), agenzia delle Nazioni Unite (ONU), che da molti anni pone l’attenzione sul problema dello sfruttamento dei minori, sulla dimensione sociale della globalizzazione, sulla riduzione delle disuguaglianze e promozione della giustizia sociale.
L’Associazione, presieduta dal pianista Alessandro Marangoni e dal regista Stefano Sgarella, intende intraprendere un percorso a tappe per diffondere i valori rinnovati nell’Agenda 2030 dell’ONU sullo Sviluppo Sostenibile e concentrare l’attenzione sulla piaga del lavoro minorile che nega i diritti fondamentali a 168 milioni di bambini e adolescenti nel mondo.

L’iniziativa di Forte? Fortissimo! ha l’obiettivo di diffondere il Manifesto “La musica contro il lavoro minorile” e sostenere l’Alleanza 8.7 – che mira a porre fine al lavoro minorile, al lavoro forzato, alla schiavitù moderna e alla tratta di esseri umani – attraverso il rilancio dell’appello di Claudio Abbado e di molti altri grandi della musica, tra cui Daniel Barenboim e José Antonio Abreu.

L’evento del 20 febbraio, che rappresenta il lancio dell’iniziativa, sarà aperto al pubblico (ingresso gratuito dalle ore 19.30, prenotazione obbligatoria: eventi@fortefortissimo.tv), con la conduzione del giornalista Andrea Filisetti, e prevede interviste, contributi video e performance musicali degli artisti presenti. Alle 21.30 sarà anche trasmesso in differita streaming.
La serata, alla presenza delle autorità e dei rappresentanti dell’ILO, sarà l’occasione per presentare la prima tiratura di esemplari di un piccolo oggetto-simbolo come testimonianza dell’impegno, che sarà poi destinato a 1000 grandi musicisti e artisti. Una lettera di accompagnamento ne spiegherà la genesi e inviterà ciascuno ad indossarlo nei concerti e nelle occasioni pubbliche, per farsi liberamente testimone del Manifesto. I primi testimonial della campagna sono: il direttore d’orchestra Aldo Ceccato, l’attore Enzo Iacchetti, il cantautore Francesco Tricarico, i jazzisti Paolo Fresu e Gabriele Comeglio, il mandolinista Avi Avital, il compositore Paolo Marzocchi e l’artista Michelangelo Pistoletto.

Nei mesi successivi, per i musicisti che si impegneranno per la campagna, una troupe di Forte? Fortissimo! (che è titolare di una web tv dedicata proprio alla musica “forte”) realizzerà brevi video e interviste, per alimentare una campagna capillare di diffusione del Manifesto attraverso i propri canali e con il supporto di tutti i media che vorranno aderire all’iniziativa. Si intende così creare una rete internazionale che affidi alla musica e all’arte tutta un prezioso ruolo di diffusione di valori per la promozione dei diritti umani, della giustizia sociale e di uno sviluppo sostenibile.

Tra gli scopi dell’iniziativa vi è anche la volontà di creare collaborazioni per realizzare progetti a favore della musica: eventi pubblici, produzioni video, documentari, campagne sociali e anche – in futuro – costruzione o ristrutturazione di scuole di musica in aree problematiche; costituzione di orchestre ed ensemble di giovani; borse di studio e percorsi formativi online e offline per i bambini e contribuire al finanziamento di programmi già attivi come per esempio l’IPEC (International Programme on the Elimination of Child Labour), braccio operativo dell’ILO.

La speranza è che il Manifesto “La musica contro il lavoro minorile” possa diventare l’emblema di una cultura del diritto alla libertà e alla bellezza, che parta dall’Italia e si diffonda nel mondo, per favorire una nuova generazione di ragazzi in grado di dialogare, convivere e condividere i valori di fratellanza e sviluppo armonico, nel rispetto di tutti. Una generazione che si apra all’alterità e alla convivenza civile nel segno della bellezza.

Musica contro il lavoro minorile

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